
Dopo più perdite di gravidanza, le domande possono accumularsi insieme alla fatica. Un percorso di valutazione aiuta a mettere in ordine le informazioni disponibili e a chiarire i passi possibili.
Quando parlare di perdite ricorrenti
Le definizioni delle società scientifiche non coincidono del tutto. ESHRE considera una valutazione per perdita ricorrente di gravidanza dopo due o più perdite; RCOG definisce ricorrenti tre o più aborti precoci e ammette approfondimenti dopo due in situazioni selezionate. Il momento in cui iniziare il percorso dipende quindi anche dalla storia individuale. Leggi l’opuscolo ESHRE e le indicazioni RCOG.
Queste soglie aiutano a organizzare gli accertamenti: non misurano il dolore e non sono un motivo per rinunciare a chiedere ascolto dopo una singola perdita.
Si parte dalla storia, poi dagli esami
La ricostruzione delle gravidanze precedenti, delle settimane in cui si sono interrotte e delle condizioni personali e familiari orienta la valutazione. Può essere utile riunire ecografie, lettere di dimissione e risultati già disponibili, evitando di ripetere esami senza averli prima discussi.
Tra gli approfondimenti possibili ci sono la valutazione dell’utero, della funzione tiroidea e degli anticorpi associati alla sindrome da anticorpi antifosfolipidi. Altre indagini, per esempio genetiche, dipendono dalle circostanze. Le linee guida distinguono gli esami utili da quelli che non dovrebbero essere richiesti a tutte. L’opuscolo ESHRE spiega come vengono selezionati gli accertamenti.
Se non emerge una causa precisa
Può accadere che gli accertamenti non identifichino una spiegazione. Questo non annulla quanto è successo e non significa che una futura gravidanza sia impossibile. La prognosi dipende da diversi elementi, tra cui età e storia delle gravidanze. Anche le cure hanno indicazioni specifiche: non tutte sono utili in ogni situazione. RCOG descrive le perdite ricorrenti senza causa identificata.
Dare spazio anche all’esperienza emotiva
Una perdita può avere un impatto importante sul benessere personale e di coppia. Parlare delle preoccupazioni e, quando utile, ricevere un sostegno psicologico fa parte dell’assistenza. Le informazioni RCOG includono il supporto emotivo nel percorso.
Durante il colloquio puoi chiedere quali domande restano aperte, che cosa potrebbe cambiare dopo un esame e come organizzare l’assistenza in un’eventuale nuova gravidanza. Non devi avere già tutte le risposte per iniziare a parlarne.
Uno spazio per le tue domande.
Per un confronto sulla tua situazione puoi conoscere il percorso di assistenza o richiedere un appuntamento a Roma.
Contenuto informativo: non sostituisce una valutazione medica personale. Fonti consultate il 14 ottobre 2026.